Writing by corra on Monday, 31 of May , 2004 at 9:55 pm
L’ho visto.
Bellissimi gli effetti digitali: l’inondazione di New York su tutti. Veramente realistico.
Sicuramente gli esiti apocalittici della vicenda sono usciti dalla penna e dai byte di abili sceneggiatori e programmatori, ma il pensiero che il cambiamento climatico del globo alla base del film trovi conferme anche nella realta’ lascia un velo di inquietudine.
A proposito l’ho visto in versione originale, in inglese, cosi’ ne ho approfittato per esercitare un po’ la mia comprensione. Ogni tanto fa bene.

Writing by corra on Friday, 28 of May , 2004 at 7:15 pm
Arrivato di volata dalla festa a scuola vado alle prove in chiesa.
Erano ormai cinque anni buoni che non suonavo con un coro. E’ stato un emozionante ritorno anche perche’ ho ritrovato tutte insieme un po’ di persone con le quali diversi anni fa l’esperienza del coro era un piacevole appuntamento bisettimanale.
Abbiamo cominiciato a rispolverare i vecchi cavalli di battaglia e a studiare un paio di pezzi un po’ piu’ recenti. Un po’ di ruggine c’e', non lo si puo’ negare, ma con qualche prova nelle prossime settimane e con lo spirito giusto, che non manca, verranno fuori delle buone cose.
L’occasione di questo ritorno? La preparazione della messa (con relativo pranzo a seguire in oratorio) del 20 giugno prossimo in onore del Don che ha cresciuto tutti noi quando eravamo bambini e adolescenti. Quest’anno e’ il 30esimo anniversario della sua ordinazione.
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Writing by corra on Friday, 28 of May , 2004 at 7:08 pm
Ieri, festa di fine anno alla scuola di mia moglie.
Spettacolino con canti, colori e tanti buoni propositi per il prossimo anno. Un caldo saluto ai bimbi di quinta che affronteranno un nuovo capitolo della loro carriera scolastica.
Gazebo pieni di leccornie preparate dai genitori di tutte le classi per concludere pasteggiando in compagnia l’allegro tardo pomeriggio. C’era pure chi aveva portato un vassoio di sushi, ma la cosa che piu’ ho apprezzato e’ stata una torta di cipolle. Deliziosa.
C’era anche Gabriele. E’ stato difficile tenerlo a bada nel corso dello spettacolo, i suoni e i colori lo avevano colpito al punto tale da voler far parte lui stesso della rappresentazione. Finalmente dopo lo spettacolo e’ riuscito a scatenarsi un po’.
Ad un certo punto era attorniato da almeno dieci ragazzine (quelle della classe di mia moglie) che lo facevano giocare con la palla, gli davano baci, gli davano da mangiare. La cosa e’ andata avanti per un bel po’. Ho avuto un po’ di invidia: non mi e’ mai capitato in vita mia di avere dieci donne al mio servizio :-/
Alla fine ce ne andiamo con la promessa di realizzare un CD con lo slide-show delle foto della recente gita e della festa. Insomma, sono riuscito a procacciarmi un po’ di lavoro, visto che non ne ho gia’ abbastanza, peccato che sia gratis.

Gabriele alla festa
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Writing by corra on Wednesday, 26 of May , 2004 at 5:20 pm
Sto preparando le slide per il workshop del prossimo 24 giugno su MySQL. Argomento la sicurezza: gestione utenti, funzioni di cifratura, decifratura e hashing, connessioni cifrate.
In preda all’esaltazione per questo lavoro ho finalmente sistemato una cosa che mi turbava da tempo. I client che usiamo su TCP per connetterci al database remotamente non usano connessioni cifrate, lasciando passare di fatto nomi utente e query in chiaro. Cio’ dovrebbe essere ben noto a chiunque usi un client per interfacciarsi a MySQL.
Una delle possibili soluzioni, forse la piu’ semplice e la piu’ saggia se non ci si vuole imbattere con SSL, e’ di crearsi un TUNNEL su SSH. In pratica, per chi non lo sapesse, si tratta di far passare tutto il traffico verso il server di MySQL codificandolo sul protocollo di SSH, ottenendo cosi’ una comunicazione cifrata.
Il tutto si risolve con la semplice istruzione sul client per creare il tunnel:
ssh -N -f -L port:myserver.com:3306 -l utente myserver.com
In un secondo nomento basta riconfigurare i vari client ( io uso MySQLCC e MySQL Administrator) a collegarsi su 127.0.0.1 sulla porta scelta port anziche’ fare la connessione diretta.
Anche usando il client command-line mysql bisogna avere l’accortezza di collegarsi localmente sulla porta del tunnel. La cosa migliore, comunque, e’ sempre quella di collegarsi in ssh sul server e usare tale client direttamente sulla macchina.
Piccolo problemino che ci ha fatto un po’ impazzire per 20 minuti.
Non riuscivamo a capire come mai il tunnel non venisse utilizzato dal client mysql.
mysql -h localhost -P 1234 -u utente => usa il socket per connettersi al database locale ignorando di fatto la porta indicata
mysql -h 127.0.0.1 -P 1234 -u utente => usa TCP per connettersi alla porta specificata sulla quale e’ definito il tunnel
Basta specificare il numerico … tutta li’ la questione.
Writing by corra on Tuesday, 25 of May , 2004 at 10:42 am
Siamo al nuovo capitolo della recensione letteraria. Si tratta de “Il secondo viaggio” di Robert Silverberg, romanzo sci-fi del 1971.
Il tema trattato e’ molto simile a quello del precedente libro: il controllo della mente.
Siamo a New York nel 2015, non esiste piu’ la pena di morte corporale per i criminali piu’ incalliti, ma la condanna alla cancellazione perenne del proprio ego. Il corpo svutotato viene poi ricostruito in appositi centri “Riab” dove vengono innestati ricordi fittizi e una personalita’ altrettanto artificiale al fine di reinserire nella societa’ e nel mondo produttivo una nuova persona maggiormente controllabile e controllata.
Paul Macy, e’ un ricostruito, il precedente proprietario del suo corpo era il famosissimo psicoscultore Nathalien Hamlin, condannato alla cancellazione per stupri e violenze ripetute in numerosi stati dell’unione.
Tutto va per il meglio fino all’incontro con Lissa, una vecchia amica telepate del precedente proprietario. Qualcosa nel processo di cancellazione non ha funzionato e la presenza di una telepate fa in modo di risvegliare il vecchio ego nascosto nella testa di Paul. Inizia un gioco perverso per la supremazia della mente sul corpo, il contrasto tra due personalita’ prigioniere della stessa scatola cranica. L’una deviata, ma forte e reale, l’altra artificiale ma altrettanto desiderosa di avere una propria essenza. L’incubo iniziale si trasforma ben presto in una realta’ sconvolgente. Si scatenano situazioni al limite del paradosso fino all’epilogo finale sperato, che viene pero’ lasciato solo intuire.
Da annoverare tra i migliori lavori dello scrittore americano, non tanto per le trovate innovative del tema trattato, ma per la superba narrazione e la descrizione minuziosa della psiche dei personaggi, cosa questa che lo consacra quale “grande narratore”.
Da leggere.
La precedente recensione: Vertice di immortali
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